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16 Febbraio 2005 

Bond Argentini

Intervento nella seduta n. 587 del 16/2/2005

PRESIDENTE . L'onorevole Tabacci ha facoltà di illustrare, per un minuto, la sua interrogazione n. 3-04211 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 5 ) .

BRUNO TABACCI . Signor Presidente, la vicenda del mancato rimborso delle obbligazioni argentine ha coinvolto, come si sa, migliaia di risparmiatori italiani. Poiché il piano di rimborso predisposto dal Governo argentino è molto lontano dall'offrire un adeguato ristoro ai risparmiatori medesimi, è necessario che il Governo italiano assuma una conseguente iniziativa.

D'altro canto, è da porre in risalto il ruolo che le banche italiane hanno svolto nel collocamento dei titoli presso i risparmiatori. In particolare, risulta che, approssimandosi il default dello Stato argentino, nel 2001, le banche italiane abbiano «scaricato» una fetta importante dei titoli presso i risparmiatori e, quindi, sul mercato retail , cosa che non avrebbero dovuto fare.

Questo è il punto sul quale interrogo il Governo, con riferimento alle responsabilità sia del sistema bancario sia dell'autorità di vigilanza.


PRESIDENTE . Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.


CARLO GIOVANARDI , Ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, l'onorevole Tabacci solleva due questioni: la prima concerne il rapporto del nostro paese, dei nostri risparmiatori, con l'Argentina; la seconda attiene ad un problema interno perché riguarda il rapporto dei risparmiatori medesimi con il sistema bancario italiano.

Per quanto riguarda la prima questione, in epoche storiche diverse questi problemi potevano essere risolti con ruvidi contrasti fra Stati; oggi, il Governo italiano sta agendo in tutte le sedi internazionali affinché vengano rispettate le regole dei mercati internazionali e soprattutto la parità di trattamento tra i creditori italiani e quelli degli altri paesi.

L'azione del Governo si è svolta in modo determinato sia sul piano dei rapporti bilaterali sia nelle sedi multilaterali (Fondo monetario internazionale, Club di Parigi, G7). Tale linea di forte pressione continuerà ad essere perseguita con grande decisione in futuro. Pertanto, da questo punto di vista, il Governo continuerà a svolgere un'azione di sostegno ai cittadini risparmiatori in tutte le sedi competenti e con tutti gli strumenti a sua disposizione. Questo atteggiamento è stato apprezzato dai creditori stessi, dalle istituzioni internazionali e dai nostri principali partner .

D'altra parte, la strada della trattativa multilaterale pare quella migliore per cercare di ottenere maggiori risultati e dà più forza di una trattativa unilaterale che rappresenti soltanto le istanze dell'Italia e dei creditori italiani.

Per quanto riguarda il sistema bancario italiano, interpellata in merito alle indicazioni fornite dall'onorevole Tabacci - il valore delle obbligazioni sarebbe passato da 460 milioni di euro nel 1999 a circa 60 milioni nel 2003 -, la Banca d'Italia ha fatto sapere che i predetti dati non figurano nelle elaborazioni statistiche pubblicate dall'istituto.

Ad ogni modo, anche a seguito di nostre pressioni, la Banca d'Italia ci ha informato di avere avviato un approfondito esame sui dati in suo possesso (in ordine ai titoli obbligazionari in questione detenuti in portafoglio dalle banche italiane negli ultimi anni), i cui risultati saranno comunicati al Governo e, naturalmente, dal Governo al Parlamento. Sulla base dei dati certi forniti dalla Banca d'Italia sarà possibile svolgere ulteriori e specifiche valutazioni.


PRESIDENTE . L'onorevole Tabacci ha facoltà di replicare.


BRUNO TABACCI . Signor Presidente, ringrazio lei ed il ministro Giovanardi. La prima parte della risposta è assolutamente corretta. Credo che il Governo italiano debba continuare ad assumere una forte iniziativa a livello internazionale con la Banca mondiale ed il Fondo monetario, per costringere il Governo argentino a rispettare i suoi impegni. È una iniziativa multilaterale assolutamente corretta e pertinente.

Per quanto riguarda il secondo punto, credo si debba fare piena luce, poiché sono emerse lunghe ombre. Non può essere opposto alcun segreto da parte del direttore della Banca d'Italia. I 450 mila investitori, piccoli risparmiatori, dovevano poter contare sullo scudo del nostro sistema bancario. L'impressione che si ha è che, più che di uno scudo, si sia trattato di una mannaia che si è abbattuta su di loro (per la verità, vi è stato anche un attacco alle loro tasche). È un aspetto che va chiarito, perché occorre ripristinare un rapporto costruttivo con il risparmio italiano che, storicamente, è uno degli elementi di forza del sistema economico italiano.

Su questo punto prendo atto della disponibilità del Governo ad andare fino in fondo. Credo sia suo dovere farlo, senza guardare in faccia a nessuno, perché, come è noto, chi risponde ai cittadini in ultima istanza è il Governo. Le autorità di vigilanza facciano l'arbitro e non si pongano a capo del sistema (Applausi dei deputati del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro) .


(Sezione 5 - Iniziative per una maggior efficacia della vigilanza sul sistema bancario)


TABACCI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:

la vicenda del mancato rimborso delle obbligazioni argentine ha coinvolto migliaia di risparmiatori italiani, che hanno visto in tal modo improvvisamente vanificati risparmi accumulati nel corso di molti anni;

il piano di rimborso predisposto dal Governo argentino è ben lontano dall'offrire un adeguato ristoro ai risparmiatori italiani, che avevano investito con tranquillità in obbligazioni garantite da uno Stato sovrano, legato da antichi ed importanti rapporti di amicizia con il nostro Paese;

appare, quindi, necessario che il Governo italiano assuma ogni idonea iniziativa a livello internazionale, affinché le ragioni dei risparmiatori italiani possano trovare adeguata tutela nei confronti delle proposte di rimborso formulate dal Governo argentino;

d'altra parte, nella vicenda delle obbligazioni argentine - così come in relazione ad altri recenti casi di insolvenza di importanti gruppi industriali - non è stata ancora fatta piena chiarezza circa il ruolo che le banche italiane hanno svolto nel collocamento dei titoli presso i risparmiatori;

da notizie di stampa risulta che il valore dei bond argentini detenuti nel portafoglio delle banche italiane si è sensibilmente ridotto nel periodo compreso fra il 1999 ed il 2003, passando da 460 milioni di euro nel 1999 a 419 milioni di euro nel 2000, per scendere drasticamente a 173 milioni di euro nel 2001, a 135 milioni di euro nel 2002 e, infine, a poco più di 60 milioni di euro nel 2003;

qualora tali dati si riferissero al valore nominale dei bond , essi costituirebbero un concreto indizio del fatto che le banche italiane, mentre si andava delineando una possibile situazione di insolvenza dell'Argentina, alleggerivano la loro esposizione diretta attraverso un collocamento delle obbligazioni sul mercato retail ;

è in ogni caso fondamentale ristabilire un clima di assoluta fiducia dei risparmiatori nei confronti del sistema bancario italiano -:

se i dati richiamati in premessa circa il valore dei bond argentini detenuti da banche italiane nel periodo 1999-2003 corrispondano al vero e quali iniziative, anche normative, il Governo intenda assumere perché sia assicurata una sempre più efficace vigilanza sul funzionamento del sistema bancario italiano.

(3-04211)

(15 febbraio 2005)

 

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