Bruno TABACCI, presidente, ringrazia il relatore per l'illustrazione svolta ma deve rilevare come, dati i tempi di esame consentiti, la Commissione si trovi in difficoltà rispetto all'espressione del prescritto parere.
Desidera peraltro osservare come la X Commissione, sin dall'inizio della legislatura, abbia prodotto numerosi documenti e si sia impegnata per discutere ed elaborare strategie di intervento in numerosissimi settori, quali ad esempio quelli della chimica, dell'automobile, dell'energia, del sistema dei prezzi, e, da ultimo della tutela del risparmio. In tale quadro, l'assegnazione del decreto-legge in materia di competitività alla I e alla V Commissione lascia intendere un sostanziale esautoramento della Commissione attività produttive da parte del Governo. A ciò si accompagna il rammarico per le modalità con cui la vicenda del risparmio si è andata sinora evolvendo, fino a culminare nella disposizione contraddittoria adottata dal Governo in materia di bancarotta fraudolenta. Ricorda in proposito come, nel gennaio 2004, l'Esecutivo si era pubblicamente impegnato ad adottare provvedimenti che si ponessero come obiettivo prioritario quello della tutela dei risparmiatori e non già della copertura delle gravi responsabilità emerse in questi anni nel settore. A circa un anno e mezzo di distanza dal crac Parmalat si deve trarre un bilancio sconfortante: da un lato, la trasformazione del governatore della Banca d'Italia da arbitro a giocatore del sistema si è completata
- si riferisce alla doppia OPA sulla BNL e sulla Antonveneta -, dall'altro la posizione assunta dal Governo nella direzione di un affievolimento delle pene per i bancarottieri. Si tratta di un andamento che non può che giudicare sconsolante.
Il sottosegretario Roberto COTA esprime perplessità in ordine all'intervento del presidente Tabacci, soprattutto in quanto proveniente da un componente della maggioranza.
Bruno TABACCI, presidente, osserva come siano ormai quattro anni che la Commissione lavora sui temi oggetto del decreto-legge competitività, che viene sottoposto all'attenzione del Parlamento con una procedura che non può che giudicare irrituale e irriguardosa.