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27 Febbraio 2002 

Norme in materia di risoluzione dei conflitti di interessi (1707)

Intervento nella seduta n. 105 del 27/2/2002

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Tabacci. Ne ha facoltà.


BRUNO TABACCI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, tre quarti dell'intervento dell'onorevole Violante potevano certamente essere utili per richiamare le questioni che sono oggi alla nostra attenzione, i rapporti tra il mercato e la politica, tra le regole ed il consenso. Noi avremmo potuto aggiungere, ponendoci alcune riflessioni in ordine al fatto, che siamo costretti a discutere in questa sede in ordine ad un testo che, forse, non ci soddisfa totalmente. Siamo costretti perché anche questa volta hanno vinto la furbizia e la tattica politica, che è stata reiteratamente utilizzata in questi anni per esorcizzare una questione che esiste o per puntare ad utilizzarla politicamente.

Onorevole Violante, discutiamo di tali temi in questa sede perché nei cinque anni precedenti - e lo dico con grande soavità - non avete voluto farvene carico, pur avendone tutte le condizioni. Il testo, approvato da un ramo del Parlamento, è stato lasciato dormire nell'altro, magari con l'intenzione, neanche troppo nascosta, di utilizzarlo politicamente.

Se si fosse intervenuto, sarebbe sembrato che l'intervento adombrasse l'obiettivo Berlusconi e ciò poteva essere utilizzato polemicamente - chissà - per professarsi in termini elettorali. Cosa possiamo farci? Allora, non c'ero; ricordo, anzi, che alla ripresa di una certa attività politica avevo sollevato a più riprese la questione del conflitto di interessi che non riguarda solo Berlusconi. Pensavo che, attorno a tale tematica, vi fosse una grande sensibilità non solo tra i miei amici, ma anche tra coloro che erano oppositori a Berlusconi, e, soprattutto, nel paese.

Ahimè, ho dovuto ricredermi perché la vostra scarsa sensibilità, la vostra tattica ci ha portato alle elezioni politiche rispetto alle quali non penso che il voto risolva tutto. Non c'è dubbio che un poco di giudizio degli elettori avrebbe incorporato una parte del conflitto di interessi.

Ci avete portato a votare in questo modo e non credo che sia irrilevante la contestazione che si muove al vostro interno rispetto al modo con cui sono state condotte le cose. Il fatto che il governo della sinistra sia sfuggito dalle mani dei suoi capi, perché c'è un moto che parte dal basso, punta a contestare questa parte: aver demonizzato Berlusconi senza riuscire a portare a conclusione il risultato politico, si è rivelata una scelta sbagliata. Non aver compiuto l'affondo politico per calcolo o per furbizia si è rivelata una scelta sbagliata.

Ora al nostro esame vi è il testo Frattini, che si deve approvare. Non è attraverso i vostri emendamenti che si può pensare di apportare una qualche modifica utile, perché la tesi di Passigli è che Berlusconi venda. È come cambiare le regole nel corso del gioco; è una posizione sbagliata, strumentale che ci porta a divenire rissosi anche se non ne abbiamo alcuna voglia.

La questione andrebbe affrontata alla radice: allora perché non si comincia a «prendere per le corna» il tema dell'informazione editoriale e televisiva nel nostro paese? Perché non si comincia ad affrontare il tema della cessione di due reti RAI? Si tratta di un tema che avreste dovuto porre con grande attenzione all'ordine del giorno, eliminando il tetto alla pubblicità per renderlo praticabile e per renderla acquistabile. Perché non rimuovere quell'anacronistico divieto di sinergia fra imprese editoriali e imprese televisive, diventando un paese moderno? È attraverso questa iniziativa che si può porre l'antitrust nella condizione di fare la sua parte. Ragioniamo quindi, se abbiamo la voglia di farlo. Nei cinque anni passati la voglia di farlo non c'è stata! Credo che questa possa essere la strada maestra!

Vorrei rispondere all'onorevole Violante ricordandogli che le parole sono pietre e l'ultima parte del suo intervento mi ha lasciato alquanto disorientato. Conosco la sua abilità dialettica, non da adesso, egli ne ha fatto sfoggio in questa ed in altre occasioni.

Tuttavia, mi pongo delle domande sull'uso di queste parole, che hanno evocato una reazione così scomposta e che ha portato all'organizzazione di coretti: io non sono un servo di Berlusconi, non lo sono mai stato, non mi sento tale né lo sarò! Vorrei però che così come l'onorevole Violante rivendica la storia della sinistra, che incorpora i sue pregi e i suoi difetti, si riconoscesse anche la storia degli altri. Su questo aspetto voi spesso avete la memoria corta (Applausi dei deputati dei gruppi dell'UDC (CCD-CDU), di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania)!

Io non pongo in relazione le bombe... (Commenti del deputato Bindi - Commenti di deputati di Forza Italia e di Alleanza nazionale)


PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di calmarvi. Mi sembra che questo non sia utile.


BRUNO TABACCI. Signor Presidente, ho bisogno di tutto fuorché di un'interruzione da parte dell'onorevole Bindi, che tra l'altro rispetto.


PRESIDENTE. Onorevole Tabacci, l'onorevole Bindi è nota per la sua passione civile, per cui, se interrompe una volta, ciò non sarà un peccato mortale, bensì un peccato veniale. Onorevole Tabacci, la prego di continuare.


BRUNO TABACCI. Signor Presidente, lungi da me il porre in relazione le bombe alle parole di Milano; anzi, credo che, come è accaduto nel passato, la battaglia nei confronti del terrorismo, sia quello del passato sia quello di adesso, si vinca con l'unità delle istituzioni. Tuttavia, in quella sede - non c'è ovviamente alcuna relazione diretta - c'è però una relazione politica. Abbiamo sentito parole sgradevoli e sguaiate; tra l'altro, devo dire, con riferimento alle parole di Zaccaria, per averle ascoltate l'altra sera in una televisione privata, che non pensavo potesse esserci, nella sua testa, una gestione così strumentale di un servizio che pure doveva rendere al paese (Applausi dei deputati dei gruppi dell'UDC (CCD-CDU), di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania). Perché è infatti evidente che, se subito dopo aver lasciato la presidenza della RAI, egli dimostra fino in fondo quali erano i contenuti della sua azione politica e delle sue intenzioni, allora c'è veramente di che preoccuparsi. Ha fatto un discorso sguaiato, mettendo in un mazzo tutte le cose, praticamente demonizzando i suoi successori come se, dopo di lui, non possa esservi altro che il diluvio.

E che dire di Di Pietro che arringava la folla?


GENNARO MALGIERI. Meglio non dire niente!


BRUNO TABACCI. L'idea che voi possiate riutilizzare questi vecchi arnesi mi atterrisce (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell'UDC (CCD-CDU) e Misto-Nuovo PSI): Di Pietro è stato sepolto dagli elettori e va lasciato dove è. La sinistra faccia i conti con le sue condizioni interne; noi faremo i conti con le nostre, che non sono semplici né facili. Quando ognuno avrà fatto i conti con se stesso, sarà possibile riprendere un dialogo politico che è essenziale, se non vogliamo infilarci in qualche vicolo cieco.

E per oggi credo che lo sforzo fatto da Frattini sia uno sforzo comunque encomiabile, nelle condizioni date. Certo, se le condizioni fossero state migliori, avremmo avuto tutti diritto ad un testo migliore (Commenti del deputato Bindi); ma nelle condizioni politiche date, lo sforzo di Frattini è davvero encomiabile (Applausi di deputati del gruppo di Forza Italia e del deputato La Russa).

Ecco perché, collega Castagnetti, mi sento con la coscienza in pace: non ho di che rimproverarmi. Per la verità, non mi riferisco a Castagnetti, ma al collega a fianco, di cui ora mi sfugge il nome e, quindi, ho sbagliato la citazione; ma dal momento che si richiamava una mia dichiarazione - ahimé alquanto sommaria - ho cercato di dar conto della tensione politica che si agitava dentro di me.

Quindi, caro Violante, credo ci sia molto da fare per ricomporre un equilibrio politico che è una condizione che ormai conviene a tutti. Il risultato elettorale è un dato già avvenuto, non possiamo pensare di rimetterlo in discussione dentro di noi, non dico con i comportamenti, ad ogni pie' sospinto. Prendiamone atto e cerchiamo di lavorare con serenità.

Può darsi che in questi mesi abbiamo commesso anche degli errori; certamente, ne avrete commessi anche voi. Il problema è se, nell'interesse del paese, vogliamo realizzare, in una logica nella quale maggioranza e opposizione si contrastano, ma si rispettano, cose utili a tutti. Questo forse è il richiamo che oggi serve di più (Applausi dei deputati dei gruppi dell'UDC (CCD-CDU), di Forza Italia, di Alleanza nazionale e di deputati della Lega nord Padania - Congratulazioni).


 

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