Cari Amici,
mi spiace non poter partecipare come avrei voluto al Convegno organizzato da “Prospettiva” sulla figura dell'On. Cesare Baroni. Me lo impedisce l'impegno parlamentare connesso alla sessione di bilancio.
Tutti i protagonisti della serata hanno conosciuto da molto vicino l'On. Baroni. Ne parleranno in maniera molto appropriata sia ricordando l'impegno di amministratore locale che quelli di politico e di parlamentare.
Non saprei aggiungere molto di più; certamente mi riconosco nelle loro parole, come se le avessi ascoltate.
Posso solo ricordare un maestro straordinario di cultura, di politica, di impegno civile che ha rappresentato per noi giovani fin dal 1967/68 (gli anni degli incontri di Gazzuolo) un punto di riferimento autorevole e determinante.
Posso dire ancora di avere avuto da Lui nel corso della mia esperienza politica nella Democrazia Cristiana un sostegno politico diretto e personale molto generoso. Partendo dal congresso provinciale della D.C. mantovana del 1968 fino alla mia elezione al Parlamento del 1992.
E passando sia attraverso l'esperienza regionale (che pure aveva suscitato tensioni nell'ambito politico locale) che quella durissima di Tangentopoli, rispetto alla quale non aggiunse il suo all'assordante silenzio dei più.
Senza Baroni e poi senza Marcora non ci saremmo formati, non saremmo cresciuti.
In questo senso io gli debbo davvero molto. Credo tutti noi che abbiamo fatto politica a Mantova gli dobbiamo qualcosa.
Resta la nostalgia di una grande stagione politica, anche contrassegnata da scontri vitali come la campagna elettorale per le elezioni politiche del 1972.
In quell'occasione si formò sul campo un pezzo di classe dirigente che successivamente costituirà l'ossatura della DC mantovana.
Baroni non fu rieletto; ma nessuno di noi ha più potuto dimenticare quella battaglia elettorale così formativa.
Di Baroni parlamentare sarebbe bello raccogliere in maniera ordinata i discorsi parlamentari sia in commissione che in aula. (Ne parlerò con Carlo).
Avremmo tutti la conferma che ha saputo interpretare in maniera esemplare il ruolo del parlamentare “senza vincolo di mandato” proprio così come recita la Costituzione.
Anch'io, come molti di noi, conservo alcune sue lettere.
Parlano ancora oggi per la precisione, la puntualità, la signorilità sia quando segnalavano questioni generali (Lui era un vero legislatore!) sia quando richiamavano esigenze del nostro territorio.
Si potrebbe dire che le qualità politiche, amministrative e legislative dell'On. Baroni ben rappresentano la differenza che si può constatare tra la prima e la seconda Repubblica (ovvero come direbbe Tonino tra il primo e il secondo tempo della Repubblica).
Ciascuno può trarne le conseguenze che crede. Quel che è sicuro e che c'è da riflettere per tutti.
Mi scuso ancora.
Cordialmente
Bruno Tabacci