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News ufficio stampa | | 17 Febbraio 2012 | |
Bruno Tabacci sfata il mito dell'inchiesta su Tangentopoli | | | | Roma, 17 feb. (TMNews) - "Se guardiamo agli esiti" della stagione di Mani Pulite, "sono stati devastanti sul terreno della politica: quello che è avvenuto dopo, non era immaginabile nel '92-94". Da ex indagato dal pool di Milano ("ma tra me e Di Pietro è finita due a zero per me..."), Bruno Tabacci sfata il mito dell'inchiesta su Tangentopoli, ribadendo, alla convention in corso al Teatro Elfo Puccini di Milano, il suo noto punto di vista sulla fine della Prima Repubblica.
Per l'assessore del giunta Pisapia, la stagione di Tangentopoli "ha creato Berlusconi, il quale ha cavalcato Mani pulite come se niente fosse. Ma com'è possibile - si chiede - che a luglio del '92 nessuno sapesse dei rapporti di Berlusconi con Craxi? Eppure, a un certo punto le sue tv si schierano in maniera tale da diventare la copertura di Mani pulite: Emilio Fede e il giovane Brosio diventano i principali megafoni del pool. E quando la storia finisce lui vince le elezioni e chiede a Di Pietro di fare il ministro dell'Interno e a Davigo di fare il ministro della Giustizia. Poi loro danno la loro risposta e me ne compiaccio, ma questa è la concatenazione degli eventi".
"Dopodichè - continua Tabacci intervenendo dal palco accanto allo stesso Antonio Di Pietro - segue il ventennio berlusconiano" e una "concatenazione di fatti esplosi oggi nello spread". Insomma, Mani pulite "doveva essere una campagna di moralizzazione e invece...". E conclude: "Il punto è che la crisi sta nelle profondità delle coscienze e nessun magistrato, che deve far applicare la legge, può fare una rivoluzione morale".
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