News ufficio stampa | | 13 Ottobre 2005 | |
Tabacci alla Camera: con il proporzionale la politica ritrova la sua dignità | | | | BRUNO TABACCI. Signor Presidente, credo di dover riprendere la parola perché sono stato anche gentilmente chiamato in causa da molti colleghi, che ringrazio comunque per l'attenzione. Io credo - e mi rivolgo ai colleghi dell'opposizione - che forse è stata fatta una sottovalutazione per l'aspetto politico che questa vicenda e questo dibattito sul piano della legge elettorale avrebbe fatalmente introdotto. L'onorevole D'Alema nei giorni scorsi ha fatto un'intervista a La Stampa, in cui riconosceva i limiti dell'attuale assetto politico - che certo in parte sono evidenziati anche dalla strumentazione che ci siamo dati nel 1993 -, ma diceva che di questo ne parliamo dopo: questa è la sottovalutazione. Voi avete anteposto le ragioni del successo, che immaginavate a portata di mano, rispetto al problema politico di interesse generale: questo è il limite che oggi fa emergere una qualche difficoltà, non la maggioranza blindata, queste cose strane, questa vicenda del voto segreto che non sarebbe stato tale: tali motivazioni rivelano che avete impostato la vostra battaglia politica in modo da sottovalutare la portata della vicenda di fronte alla quale eravamo. Avete parlato di legge truffa, avete detto che non si cambia la legge elettorale in fine legislatura, che lo si fa d'accordo: tutte cose che lasciavano intendere che, insomma, c'era un «gioco». D'altro canto, domenica siete andati in piazza e, secondo me, quello è stato un errore di portata rilevante perché si viene in Parlamento con l'intento di costruire le cose e che qualcosa non andasse lo si vedeva dalla storia di questi anni. Ma scusate: come si fa a non riconoscere che nel 1994, con questa legge elettorale, si è avuta una maggioranza diversa al Senato rispetto alla Camera? E Berlusconi ha potuto formare il Governo con il passaggio di 4 senatori (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!
Pertanto, quello che voi oggi mettete a carico della nuova iniziativa di legge, in realtà è già avvenuto sul piano effettuale nel 1994, quando le due Camere avevano maggioranze diverse. Nel 1996 ha vinto Prodi, e nel 1998 è arrivato D'Alema, con l'appoggio determinante di deputati che erano stati eletti dalla parte opposta. Pertanto, questa legge, nella sua stesura attuale, non funziona!
Nel 2001 Berlusconi, che pure ha avuto una maggioranza di oltre cento deputati, ha avuto difficoltà nel governare. Questo significa che il principio di coalizione deve essere recuperato attraverso basi politiche più profonde: ciò semmai è un problema che deve riguardare tutti in termini di autocritica. Si può dire infatti che siamo di fronte ad un sistema di partiti che è debolissimo; è sicuramente vero, vale a dire che probabilmente i partiti di oggi sono peggiori di quelli della prima Repubblica.
Può essere tuttavia che con un'iniziativa legislativa in materia elettorale noi inneschiamo un processo virtuoso? Sarà compito nostro costruire partiti che siano più trasparenti, una sorta di case di vetro. Perché, con questo sistema elettorale forse mi volete dire che le candidature del 2001 sono state decise democraticamente dagli elettori? Forse davvero pensate che sia così (Applausi dei deputati dei gruppi dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, di Forza Italia e di Alleanza Nazionale)? Forse non immaginate che i candidati nei collegi erano in larga misura «catapultati» dall'alto? Quindi non cambia molto!
Non vorrei poi che vi fossero lezioni in materia di preferenze, quando, prima delle elezioni europee, proprio dalla vostra parte politica è venuta l'iniziativa per tentare di eliminare le preferenze financo per le elezioni europee (Applausi dei deputati dei gruppi dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, di Forza Italia e di Alleanza Nazionale). Che adesso si inventi la storia delle preferenze, non esageriamo!
Io avrei preferito e preferisco ancora oggi un sistema elettorale nel quale siano posti gli elettori in condizioni di scegliere; pertanto, si introducano le preferenze. Tuttavia, queste non si introducono, perché, a cominciare da voi, non vi è la disponibilità a discutere di preferenze!
ELENA EMMA CORDONI. Voi!
BRUNO TABACCI. Perché in quest'aula, chi vuole le preferenze è in netta minoranza: questa è la condizione
politica nella quale siamo (Applausi dei deputati dei gruppi dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, di Forza Italia e di Alleanza Nazionale)! Allora, onorevole Bressa, tiriamo giù la foglia di fico. Restano tra di noi distanze profonde sul modo di intendere l'assetto politico di questo Paese. Lo riconosco: lei stava nel Patto Segni, mentre io stavo dall'altra parte!
GIANCLAUDIO BRESSA. Eravamo tutti e due nella Democrazia Cristiana!
BRUNO TABACCI. Lei i referendum li ha cavalcati; io quei referendum li ho subiti. Devo dire, tra l'altro, che ho parlato questa volta più di quel che era necessario, ricordandomi che nel 1993 io non ho potuto parlare in quest'aula. Quando l'onorevole Mattarella, che procedeva come un treno verso quella riforma elettorale che poi si è rivelata come una sorta di boomerang, proprio il contrario di quello che serviva. A molti di noi non era consentito parlare, (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo) vero, onorevole Finocchiaro? Non era consentito parlare (Applausi dei deputati dei gruppi dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, di Forza Italia e di Alleanza Nazionale).
Adesso che posso parlare, credo di doverlo fare con grande serenità, ma anche con grande precisione.
PRESIDENTE. Onorevole Tabacci, adesso può parlare, ma deve avviarsi alla conclusione: ha impiegato cinque minuti.
BRUNO TABACCI. Mi perdoni, signor Presidente, era per rispondere che le motivazioni che abbiamo addotto fin dall'inizio, anche quelle portate dal collega Follini, non sono motivazioni peregrine. Sottendono una tensione morale, politica, una cultura di fondo: non sono un'improvvisazione. Credo che questo debba essere rispettato (Applausi dei deputati dei gruppi dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, di Forza Italia e di Alleanza Nazionale - Congratulazioni)! | | | |
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