News ufficio stampa | | 22 Giugno 2006 | |
Tabacci e Follini: eccoci, siamo gli indegni che voteranno no alla devolution | | | | 'Eccoci, siamo un gruppo di indegni...'. Gli esponenti del centrodestra che voteranno No al referendum sulla Costituzione si presentano con queste parole pronunciate dall'Udc Bruno tabacci, storico oppositore della devolution, che fa il verso allo slogan usato ieri da Silvio Berlusconi. Oltre a Tabacci, l'ex segretario centrista Marco Follini, il presidente della Dc Publio Fiori, il segretario del Pli Stefano De Luca.
I dissenzienti della Casa delle liberta' chiedono di bocciare la riforma e di convocare subito dopo un'assemblea costituente per decidere in modo bipartisan i cambiamenti della Costituzione. 'Il nostro No - spiega Tabacci - si distingue da quello di Oscar Luigi Scalfaro, che considera intoccabile la Costituzione. Noi crediamo che, dopo 60 anni, sia utile un aggiornamento, che puo' essere realizzato in modo rispettoso dello spirito costituente'. Tabacci mette in chiaro che la consultazione del 25 e 26 giugno 'non e' una rivincita'.
Follini, silenzioso durante la conferenza stampa, spiega la sua posizione davanti ai microfoni: 'C'e' una larga parte del centrodestra che votera' No, e credo che quando si conteranno i voti, lunedi', si vedra' che questa parte e' numericamente importante'. 'Il tema - aggiunge Follini - e' come chiudere un decennio di riforme fatte a maggioranza, gli uni contro gli altri, e come aprire il giorno dopo una fase costituente'.
Publio Fiori ha parole dure per la riforma approvata dal suo schieramento: 'E' una riforma sbagliata e truffaldina. Con questa riforma il premier diventa forte con l'opposizione ma debolissimo con i partiti della sua maggioranza. Pochi lo hanno segnalato, ma i partiti della maggioranza diventeranno i padroni del premier e del Parlamento' . E se dovesse vincere il Si', secondo Fiori, ci sarebbero conseguenze negative anche sul piano politico: 'Sarebbe la vittoria della Lega e dei suoi ricatti politici'. Mentre con la vittoria del No 'si torna al punto di partenza e diventa piu' facile far ripartire il confronto sulle riforme necessarie'.
I liberali, spiega Stefano De Luca, sono 'nettamente schierati per il No'. Se la riforma del titolo V della Costituzione e' stata 'sgradevole', quella del centrodestra e' 'devastante', 'un pasticcio realizzato mettendo insieme cose scombinate, come il premierato, il federalismo, l'indebolimento della Corte Costituzionale'. 'Il partito liberale - sottolinea - non puo' stare dalla parte di chi cambia la Costituzione a colpi di scure'.
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