News ufficio stampa | | 28 Maggio 2008 | |
Tabacci alla Camera: scandaloso il regalo del Governo ai concessionari autostradali in danno dei consumatori | | Qualcuno spera di ottenere aiuti in cambio per Alitalia che però non arriveranno mai perché quella è una partita persa | | Il testo dell'intervento di Tabacci oggi in aula alla Camera nel dibattito sul provvedimento "Comunitario" che prevede sia la norma cosiddetta "Salva Rete4" che modifiche al sistema di remunerazione dei concessionari autostradali:
"Signor Presidente, diversamente dall'onorevole Bocchino, penso che i conflitti di interesse non siano sanabili dal voto elettorale e soprattutto non autorizzano chi vince le elezioni a tutelarli e a promuoverli.
Nella fattispecie questo articolo aggiuntivo del Governo evidenzia un clamoroso conflitto rispetto alle cose di cui si parla in questi giorni e che si leggono sui giornali. L'urgenza appare legata alla questione Alitalia, tanto che questo articolo aggiuntivo si potrebbe chiamare il «lodo Ermolli»; infatti, concessionari privati sono stati coinvolti nella ricerca di partecipanti alla cordata Alitalia.
Nel secondo punto dell'articolo aggiuntivo, inoltre, emerge uno schema che è a dir poco in contrasto con gli interessi dell'amministrazione. Per la stipula del contratto si vuole evitare l'esame del CIPE; basta infatti la sottoscrizione delle società concessionarie autostradali: quindi, in altri termini, si attribuisce alle società concessionarie fino all'entrata in vigore della legge di conversione (pertanto si può scrivere anche oggi) la possibilità di redigere un testo che fissi i contenuti della concessione in contrasto con gli interessi dell'amministrazione. Quindi c'è un cantiere aperto nel quale i concessionari possono scrivere un testo e questa legge li tutelerà dandogli la forza di un contratto di concessione che di fatto sostituisce il potere dell'amministrazione. Altro che «salva Retequattro»!
Ovviamente questo tentativo era già stato fatto con il decreto cosiddetto mille proroghe; ma allora - bisogna darne atto - il Presidente Prodi si era opposto. L'AISCAT aveva già chiesto che vi fosse l'inserimento di questa sanatoria che è una forzatura di proporzioni gigantesche. Se noi vogliamo parlare di cose serie dobbiamo affrontare il sistema legato alla formula del price cap, che è alla base delle concessioni autostradali.
Ho sentito sul punto un collega della Lega Nord, ma sarebbe bene che i colleghi della Lega su questi argomenti tentassero di fare delle letture non solo sul passato. Concordo anch'io che chi ha privatizzato in quel modo debba essere ancora chiamato a rispondere, ma detto questo non è che l'esagerazione consiste nel fare ulteriori regali.
Quello che fa oggi questa Aula - se ne è a conoscenza - è una forzatura in campo. Io ritengo che se il price cap nasce dal combinato disposto degli incrementi di traffico e della congruità degli investimenti realizzati sulla tratta autostradale, esso sia la spiegazione degli extra profitti che si sono determinati, perché gli incrementi di traffico non erano calcolati al momento del rilascio delle concessioni e sono stati molti di più di quelli che erano preventivati.
Ma, soprattutto, c'è il tema dei mancati investimenti: la somma dei maggiori introiti da pedaggio e dei mancati investimenti determina la serie di extra profitti che hanno caratterizzato la gestione delle concessioni autostradali, di quelle private ma anche di quelle pubbliche, perché molte autostrade sono nelle mani di comuni, di province e di regioni che con queste hanno alimentato in maniera, diciamo, più efficace il loro bilancio di finanza locale.
Su questi temi bisognerebbe aprire un capitolo molto importante, ma quello che voglio mettere in rilievo, e per questo invito il Governo a togliere questo scandaloso secondo punto, è che è in corso d'opera e non servirà a nulla, perché tanto quelli che oggi sono beneficiati non metteranno neanche una lira nel capitale di Alitalia, che dovrà portare i libri in tribunale, perché è chiaro che si tratta di un'operazione a perdere. Costoro intanto intascano un risultato ma non si impegnano, e sarebbe strano se lo facessero, nel capitale di Alitalia.
Per cui se il Governo volesse avere la compiacenza di ritirare questo articolo aggiuntivo farebbe un'azione molto responsabile. Non si parte con il piede giusto se si dà copertura ad operazioni di questo genere (Applausi dei deputati dei gruppi Unione di Centro, Partito Democratico e Italia dei Valori)".
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