News ufficio stampa | | 27 Gennaio 2012 | |
Dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia sul decreto cosiddetto Milleproroghe. L’intervento in Aula di Bruno Tabacci per Alleanza per l’Italia – Roma, 26 gennaio 2012 | | | | BRUNO TABACCI. Signor Presidente, i deputati di Alleanza per l'Italia votano convintamente la fiducia al Governo Monti. Tecnicamente questa fiducia viene posta sul decreto-legge di proroga dei termini previsti da disposizioni legislative; il cosiddetto milleproroghe, in atto da alcuni anni, è cresciuto nel tempo in maniera impropria, su materie diverse, dando vita a un vero e proprio coacervo legislativo. Avrebbe dovuto ridursi a dieci, cento proroghe e invece anche questa volta il Parlamento non ha saputo resistere ad allargarne l'area di intervento; qualcuna giusta, come quella diretta a ridurre gli effetti negativi nei confronti dei lavoratori colpiti da esodo incentivato oppure per ricucire le conseguenze paradossali sui cosiddetti lavoratori precoci.
È bene, però, che il Governo - come ha detto ieri il Ministro Giarda - accerti con precisione l'efficacia delle coperture finanziarie prospettate. Ma più in generale, il Parlamento ha confermato la tendenza a considerare il «milleproroghe» come un omnibus: questa non è la strada giusta per recuperare un protagonismo parlamentare efficace e credibile.
A fronte di un Governo che rispetto alla durezza dei problemi alza i contenuti delle riforme strutturali - dal decreto «salva Italia» alle liberalizzazioni - recuperando prestigio e credibilità in Europa, la risposta del Parlamento non può essere la rincorsa degli interessi particolari, la difesa delle corporazioni, la comprensione per forme di protesta di assai dubbia legalità. La nostra fiducia è, dunque, convinta, perché dettata da un percorso obbligato. La politica, se vuole rigenerarsi, deve accettare la sfida che si trova ad affrontare, avendo di fronte un Governo che segnala con forza e con crescente autorevolezza i nodi strutturali del Paese.
Non siamo gelosi dei successi del Governo, anzi abbiamo visto con orgoglio il riposizionamento del nostro Paese negli equilibri europei; siamo convinti che possa vincere in queste ore la sfida cruciale della legalità. Pensiamo che si debba spiegare al Paese che la scelta di mettere al centro il cittadino consumatore consegue la necessità di sostenere lo sviluppo, e questo obiettivo giustifica il sacrificio di tutti. Il Presidente Monti ha detto che il suo è un Governo strano; ma la stranezza più evidente non è forse la condizione dei partiti, sia di quelli che lo sostengono, con pulsioni altalenanti, sia di quelli che lo osteggiano, evocando poteri forti certamente meno evidenti delle loro debolezze?
Il Governo Monti mette in evidenza la crisi e l'impotenza di questi partiti e segnala una consapevolezza avvertita sempre più da un Paese attraversato da una durissima crisi economica e sociale. Avete notato il mutamento degli umori nei confronti dell'evasione fiscale? L'esasperazione e la furbizia ne determinano la sua delegittimazione. Solo due mesi fa il Governo era una ragione della crisi e neppure l'opposizione veniva percepita come un'alternativa credibile, ora il Governo spinge la politica a ritrovare una sua dimensione di credibilità: la battaglia delle liberalizzazioni è centrale.
Una politica alta e nobile può pretendere e imporre un assetto di apertura dei mercati ancora più rigoroso, facendo prevalere con passione civile l'interesse generale. Una politica miope e suicida cavalca l'interesse particolare, si intesta qualche categoria, giustifica ogni forma di protesta, pensando di recuperare, così, il suo ruolo centrale. La durezza del dibattito di questi giorni inciderà sui profili della nuova politica.
PRESIDENTE. La prego di concludere.
BRUNO TABACCI. Per queste ragioni mi auguro - e concludo - che l'agenda che il Governo ci ha messo davanti si arricchisca di nuovi e impegnativi capitoli, sui quali non potrà mancare il contributo responsabile delle forze sociali. Penso ad un ammodernamento del mercato del lavoro e ad un'azione penetrante di spending review che accompagni la rinuncia ai tagli lineari con una penetrante analisi della qualità della spesa pubblica. Non vi è nulla di tecnico in tutto questo, è tutto tremendamente politico, anche se la recita a soggetto ci impedisce di chiamare le cose con il loro nome. Ma questa svolta è senza alternative, conviene percorrerla con dignitosa coerenza nell'interesse del Paese. (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Alleanza per l'Italia e Misto-Liberal Democratici-MAIE) | | | |
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